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lunedì 30 giugno 2014

Viscosimetro

Ha preso il viscosimetro... non è uno strumento complicato, è una coppa cilindrica col fondo conico, che termina in basso in un ugello calibrato; si tappa l'ugello con un dito, si riempie di vernice, si lascia che vengano a galla le bolle d'aria, poi si toglie il dito e insieme si fa partire un contasecondi. Il tempo che ci vuole perché la coppa si svuoti è una misura della viscosità: è un controllo importante, perché una vernice non deve cambiare viscosità stando a magazzino.
(cap. "Acciughe, II", pag. 170)

Le parole di Primo Levi descrivono esaustivamente il semplice funzionamento del viscosimetro, che serve, appunto, per misurare la viscosità di un fluido. Tale grandezza può essere determinata attraverso la legge di Poiseuille, che mette in relazione la viscosità di un fluido e la sua conducibilità idraulica:

Legge di Poiseuille, in cui k è la conducibilità idraulica e mi la viscosità.

Viscosimetro.




sabato 14 giugno 2014

Argano e puleggia

Per tirare i cavi di un ponte sospeso c'è un sistema speciale: si piazza un argano,  e a sei o sette metri si tira un cavo senza fine, come una di quelle cinghie di trasmissione che usavano una volta, teso fra due carrucole una per sponda; attaccato al cavo senza fine c'è una puleggia folle, con quattro gole; dentro ogni gola si passa un'ansa del filo singolo, che viene da un grande rocchetto; e poi si mettono in moto le carrucole e si tira la puleggia da sponda a sponda; così, con un viaggio si tirano otto fili.
(cap. "Il ponte", pag118)  

Le parole di Faussone, oltre a chiarirci come avviene la tiratura dei cavi di un ponte sospeso, accennano a due delle cosiddette "macchine semplici": l'argano e la puleggia.
Le macchine semplici sono dispositivi che non possono essere scomposti in macchine ancor più elementari e sono mosse da un'unica forza. In particolare, le due presentate nel brano lavorano spesso in maniera combinata: l'argano serve a sollevare pesi, la puleggia è una ruota scanalata che facilita tale sollevamento.

Argano manuale.

Vari tipi di pulegge.

In uno dei suoi progetti, Leonardo da Vinci descrive il funzionamento di un argano in grado di trasformare il movimento alterno della leva in moto circolare continuo dell'albero.





sabato 19 aprile 2014

Chiave a stella

Il mio primo vero post non poteva che essere dedicato all'attrezzo che dà il titolo al romanzo, che nell'introduzione all'opera stessa è presentato attraverso le seguenti parole:

Faussone è una specie di Ulisse che erige ovunque monumenti con la sua "chiave a stella", l'utensile che serve per verificare il serraggio dei bulloni, morbidi, duri, ostinati. Non c'è mai il rischio che sfalsi la filettatura, perché sa dosare i suoi strappi e avverte sempre la mano che quello è l'ultimo giro e oltre non si può andare. La chiave a stella conosce bene le sue funzioni, accoppiando forza e delicatezza, impeto e misura.

La chiave a stella rappresenta la protesi per la mano di ogni montatore che si rispetti, anche se è facile notare come nel testo essa assuma un secondo significato, più profondo. Levi, infatti, si riferisce ad una chiave mentale, che serve a Faussone per interpretare e conoscere il mondo.

Da un punto di vista concreto e letterale, la chiave a stella è una particolare configurazione della più comune chiave meccanica, arnese, generalmente in acciaio, che, come accennato sopra, serve a stringere o allentare dadi e bulloni. La versione "a stella" si distingue per le estremità del manico a forma stellare (generalmente a dodici vertici), forma che permette l'esercizio della forza sugli spigoli delle facce dei dadi e dei bulloni. Tali estremità possono essere aperte oppure chiuse e una di esse può essere "a becco", dando vita ad una chiave combinata.



Chiave a stella aperta


Chiave combinata